domenica 8 settembre 2013

La politica e la fortuna: Bashar Assad ed il Trota

LA POLITICA E LA FORTUNA. “IL TROTA”, BASHAR ASSAD  E MACHIAVELLI. 
(2-11-2012)
Tibaldi Massimo
In Siria si contano ormai 35.000 morti, 500.000 rifugiati e quasi 4 milioni di sfollati. Ma il problema vero è che la situazione è destinata a peggiorare. I numeri del conflitto siriano aumenteranno nei prossimi mesi di fronte all’immobilismo della comunità internazionale ed al sostanziale equilibrio delle due forze in campo.
Questo conflitto parla però anche di un dittatore, Bashar Assad, che ricorda un po’ quello che è successo nel nostro paese, con il famoso caso del “Trota”, diventato consigliere regionale sulla scia del successo del padre, Umberto Bossi.  Infatti, Bashar Assad, l’odierno dittatore siriano, è un “dittatore per caso”, poiché l’erede al trono del padre Hafez Assad era invece il fratello maggiore Basil, deceduto in circostanze misteriose in un incidente stradale nel 94. Bashar era stato educato a diventare tutt’al più un “buon borghese”, con tanto di specializzazione all’estero (in Gran Bretagna) in oftalmologia.  Un po’ come Renzo Bossi, pluribocciato all’esame di maturità alle scuole superiori, “politico per caso”, senza in realtà avere mai veramente appreso le qualità necessarie per continuare il progetto del padre, che era riuscito a far nascere un partito di successo praticamente dal nulla, conquistando in pochi anni milioni di voti in tutto il paese.
Machiavelli, genio italico per eccellenza e spietatamente crudo nel dipingere le “leggi della politica” dal suo punto di vista di studioso, ricordava già nel XVI secolo nelle pagine del Principe come “Coloro e' quali solamente per fortuna diventano, di privati, principi, con poca fatica diventano, ma con assai si mantengono”. Bashar Assad, come il giovane Renzo, calza a pennello a questa definizione. Arrivato in politica contro la sua “vocazione” e come il suo alter ego con la strada spianata, ha  subito gli eventi della “fortuna” per tutta la sua vita politica. Nel 2000, appena giunto alla presidenza del suo paese, era “l’uomo del rinnovamento” e venne lodato perché sembrava dare ai giovani siriani una speranza di modernizzazione, che alla prova dei fatti si rivelò effimera. E’ stato accolto con tutti gli onori nel 2008 a Parigi al vertice sull’Unione del Mediterraneo promossa da Sarkozy, considerato da tanti analisti come “un uomo della pace”, “senza però aver fatto assolutamente nulla”, come aggiunse sarcasticamente Robert Fisk (un po’ come il premio Nobel per la pace ad Obama).
Dietro a Renzo Bossi si può leggere anche il dramma della generazione oggi al governo, come probabilmente quella di buona parte dei giovani italiani di oggi, che nati “ricchi” e senza dover fare troppi sforzi, hanno sostanzialmente ereditato un benessere conquistato da chi è arrivato prima di loro. Ma la politica, come ci ricorda Machiavelli, è spietata contro chi ha avuto solo fortuna. Basta guardare al di là dei nostri confini, a quello che invece sta succedendo in Cina o in India, dove milioni di persone sono pronti a qualsiasi cosa, pur di ottenere quel benessere agognato e bramato da molto tempo.
La soluzione, a prima vista, è semplice. Bisogna adattarsi ai tempi. Basterebbe che l’attuale classe dirigente italiana e le nuove generazioni imparassero a seguire “l’ordine delle cose”, mutando atteggiamenti e convinzioni di fronte alle novità,  magari accettando una condizione di vita meno agiata. Ma Machiavelli, profondo studioso dell’anima umana, non intravede alcuna soluzione: Ma, perché e tempi et le cose universalmente et particularmente si mutano spesso, et li huomini non mutono  loro fantasie né e loro modi di procedere, adcade che uno ha un tempo buona fortuna et uno tempo trista. Et veramente, chi fussi tanto savio che conoscessi e tempi et l'ordine delle cose et adcomodassisi ad quelle, harebbe sempre buona fortuna o e' si guarderebbe sempre da la trista, et verrebbe ad essere vero che 'l savio comandassi alle stelle et a' fati. Ma, perché di questi savi non si truova, havendo li huomini prima la vista corta, et non potendo poi comandare alla natura loro, ne segue che la Fortuna varia et comanda ad li huomini, et tiègli sotto el giogo suo.

Bashar Assad è diventato di fronte alla primavera araba un “feroce dittatore”, seppellendo ogni possibilità di diventare il riformista di cui aveva bisogno il paese e segnando così la sua definitiva “ruina”, passando per essere un politico sanguinario, quando probabilmente è stato solo un “innovatore mancato”. I tempi cambiano e le classi dirigenti sono destinate, di fronte al mutare della situazione, a lasciare il potere ad una nuova generazione. 

sabato 13 luglio 2013

Intervento Israeliano in Siria ?

La CNN ha pubblicato un post secondo cui Israele sarebbe intervenuta a Lakatia. Il ministro della difesa, Yaalon ha prontamente smentino: ""It has been a long time that we are not intervening in Syria's bloody war. Red lines were presented and we maintain them," said Yaalon, according to YNet News. "There is an explosion here or an attack there, somewhere in the Middle East, most of the time they accuse us."
La notizia è stata ripresa da Haaretz http://htz.li/1aiVlNS 

venerdì 12 luglio 2013

Il Washing Post bacchetta Obama

L'editoriale del Washington Post contro la politica "pigra" di Obama in Siria.

Freelance in Siria

L'articolo di Francesca Boggi sulla guerra in Siria, vista con gli occhi di una free lance.

"Perché la Siria non è più la Siria. È un manicomio. C’è l’italiano disoccupato che decide di far parte di al-Qaeda, mentre la madre lo cerca per tutta Aleppo per dargli una sana bastonata. C’è il turista giapponese che va in prima linea perché dice di aver bisogno di due settimane di “brividi”; il diplomato in legge svedese che è venuto a raccogliere le prove dei crimini di guerra; i musicisti americani con la barba come quella di bin Laden convinti così di poter passare inosservati, pur se sono biondi e alti quasi due metri. (Si sono portati dietro medicinali anti-malaria anche se qui la malaria non esiste, e vogliono distribuirli mentre suonano il violino). Non mancano poi i vari funzionari delle tante agenzie ONU, i quali, quando li informi di un bambino affetto da leishmaniosi (malattia infettiva causata da un parassita trasmesso dalla puntura della cosiddetta mosca della sabbia), i cui genitori hanno bisogno di aiuto per portarlo in Turchia a curarsi, rispondono che non possono far nulla perchè si tratta di un unico bambino, e loro si occupano soltanto “dell’infanzia” come collettività. "

martedì 11 giugno 2013

2013 vs 1968

Un articolo che mette in parallelo il 1968 con il 2013. Oggi si combatte per preservare le conquiste dei nostri padri. Nel 1968, si voleva essere diversi da loro. Link

domenica 9 giugno 2013

Netanyahu sull'intervento in Siria

“Israel is not intervening in the Syrian civil war, as long as fire is not being directed at us,” Netanyahu said. “The crumbling of the UN force on the Golan Heights underscores the fact that Israel cannot depend on international forces for its security. They can be part of the arrangements. They cannot be the basic foundation of Israel’s security.” Link

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